JACOPO POSSAMAI PITTORE

 

 

“Io rimanevo stupita davanti alle sue opere, quadri di fiori smaglianti, così allegri e vivi da competere con quelli che coltivava nel piccolo giardino della casa.(…)

Mi colpivano di Ryky anche certi quadri: la più parte precedenti al periodo festoso dei fiori, qualcuno successivo: tavole a colori più smorti, più pacati, quasi mesti, figure dai contorni netti, ma campite in un’atmosfera astratta, irreale, tutte avviluppate in forme tondeggianti, quasi a uovo, quasi a ripiegarsi e a rientrare nell’indistinto.”

Marisa Michieli Zanzotto)

 

“ (…) Inoltre Ryky coltivava la pittura, manifestando, fin dalle sue prime prove, la sicurezza di un maestro : il suo approdo tardivo alla pittura fu dovuto, con ogni evidenza , al troppo timore reverenziale che nutriva nei confronti degli artisti di casa sua, il nonno Paolo e il padre Giovanni, ambedue scultori eccellentissimi e dotati d personalità che, nei racconti di Ryky, assumevano connotazioni mitiche. L’improvvisa esplosione figurativa di Ryky dimostrava fin troppo chiaramente che egli aveva continuato, per buona parte della sua vita, a coltivare nella sua interiorità, un patrimonio figurativo diprima grandezza che potè venire alla luce in tempo in quella forma tumultuosa e gioiosa, e soprattutto originale, che contraddistingueva ogni sua attività. Non si deve con questo pensare che la pittura di Ryky si ispirasse esclusivamente alla tradizione domestica perché, pur se in essa, e in particolare nei suoi fiori, si respira una rarefatta atmosfera liberty, siu sente pure la parentela con un simbolismo alla redon, filtrato attraverso meditazioni poetiche tipiche di certa pittura cinese. (…)

Pier Giuseppe Bosco

 

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Olio su tela

 

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