L'uomo è un essere capace di dare forma, recepire, sentire pensieri e sentimenti, ove sentire è il conoscere ricevendo l'impressione dall'esterno, al di sopra e al di là di ogni organo del senso e specialmente dell'udito, della volontà o della memoria.

Così avviene che se l'uomo, in quanto essere finito, limitato e corporeo, non è capace di creare la verità, tuttavia, per le capacità intuitive che detiene, è capace di recepirla, di sentirla. Infatti, non vi è uomo che non abbia avuto, almeno una volta, l'esperienza stupefacente di una intuizione inesplicabilmente giusta.

Allora, per un uomo, il modo di essere (cioè di porsi) più idoneo per conoscere la verità, è conoscere se stesso.

Quando gli avviene di avere una emozionante intuizione, di percepire un sussurro, quasi una voce che sale dall'intimo, che sente essere importante, l'uomo non lasci che questa si disperda, ma la trattenga con forza, commozione e gratitudine perchè si è manifestata; la liberi dalla nebulosità e dal torpore in cui si dibatte, faccia che diventi voce sempre più limpida e la ponga a guida della propria vita.

Questa intuizione è il sussurro dello spirito; la voce dello spirito. Per ampliare quel sussurro che è in sé , ma che appartiene alla collettività e non ad un individualismo particolare, l'uomo deve armonizzare alla sua confortevole dolcezza i propri ardenti sentimenti e la propria mente perspicace, perfezionandoli e purificandoli da ogni scoria personalistica ed egoistica. L'uomo che non ha sentimenti è inutile; mentre colui che ha forti sentimenti, anche se sono di specie non desidera bile, può sempre educarli, affinarli, perfezionarli.

L'idea che non si dovrebbero avere sentimenti ed emozioni di sorta è assurda ed antispirituale. L'uomo che è duro ed indifferente non può creare, né distruggere né costruire. Si troverà che un grande costruttore non è mai una meschina personalità, ma vi è in lui qualche cosa di meraviglioso. Così un uomo capace di un grande amore non è mai piccolo o mediocre.

L'uomo non deve essere piccolo o mediocre; non deve distruggere ma creare, vivere è creare e si deve creare se si vuoI vivere - e per creare si deve solo affidarsi alla guida della propria intuizione.

La maggior parte degli uomini preferisce invece (è una via molto più facile), seguire ciecamente gli altri, piuttosto che coltivare le proprie tendenze, le proprie qualità, la propria natura. Ciascuno tende a divenire simile agli altri, desidera conformarsi ad un certo tipo, adattarsi a pensieri e ad azioni che non sono del suo carattere. Chi ha un punto di vista così limitato, delle idee così ristrette, demolirà invece di creare. L'uomo deve essere libero, non obbedire ad alcuno, non importa chi sia, fino a quando non sente che ha ragione. L'uomo non deve avere credenze che non abbiano rispondenza dentro di lui ed alle quali non possa dare tutta l'anima sua, tutto il cuore e tutto l'esser suo.

Un uomo non ha bisogno che altri gli dica ciò che è fintanto che sa di essere libero e retto. Solo quelli che sono incerti, che si arrabattano per le piccole cose della vita hanno bisogno dell'autorità e delle benedizioni degli altri; e così facendo istituiscono sempre nuove ortodossie.

Ogni uomo deve essere un messaggero, un esempio di ricerca autonoma.

È molto più importante avere il desiderio di vedere, di udire, che accontentarsi di ciò che altri dichiara; e più soddisferà questo desiderio, più espanderà e ingrandirà la propria coscienza.

Ciò che è importante è che l'uomo deve essere un artista; un artista che crea per proprio conto, poiché egli è stato colpito dal sussurro dell'intuizione. Non vi è dubbio che l'uomo che è un artista, che crea, anche se inciampa, è più vicino alla verità di colui che è semplicemente soddisfatto di sé quando adora, prosternato davanti ad un altare particolare.

L'uomo deve riconoscere una sola autorità, quella della voce.

L'unico comando che permette dev' essere la voce di quell'intuizione inalterabile che nulla al mondo può e deve scuotere. In questo modo, l'uomo svilupperà gradatamente quel senso di bellezza di sua creazione che cresce con l'andare del tempo e che gli darà gioia; questa è l'unica autorità che le persone colte e spirituali possono riconoscere, non l'autorità di un altro, non l'etichetta spirituale di un altro, poiché si può solo riconoscere ciò che si sente internamente.

Come può l'uomo conseguire il significato e la portata dell'intuizione che nasce in sé porgendo semplicemente ascolto ad altri? Gli altri, al più, potranno fornirgli l'impalcatura che lo aiuti a salire; ma egli stesso deve portare i mattoni e la calce ed essere il costruttore della sua vita spirituale.

E non deve lasciarsi intimorire.

Vi è una minaccia che viene dal di fuori; è un inciampo che chiamerò classico perchè è vecchio quanto il mondo perchè viene posto dalla ragione che discende dall'esercizio del potere. Esso è posto da chi è pronto a dire: “Sei in errore, ma se mi segui, se fai come faccio io, allora sarai nel giusto.”

Ebbene, l'idea intollerante che gli altri abbiano torto se sono indipendenti, ma che siano nel giusto se seguono me, non solo è contraria al progresso spirituale, ma è anche un boomerang che colpisce chi lo lancia.

L'unica idea valida che ogni uomo deve sempre tener presente è questa: fintanto che vi è in sé la volontà di sfuggire la schiavitù del mondo puramente materiale e il desiderio di conquistare il mondo dello spirito, non importa se l'uomo appartiene ad una religione qualsiasi o a nessuna, a qualsiasi setta, classe, colore o fede, poichè sta percorrendo la via che conduce alla verità, finché egli ubbidirà a quella intuizione potrà sbagliare; cadrà in errore quando cercherà di seguire gli ordini, le idee, le visioni altrui.

Chiunque può indicare ad altri soddisfacenti ideali di verità, di pace, di amorevolezza; ma ogni uomo deve lottare e conseguirli da solo. Ogni uomo deve avere la sua personalità.

Sbarazzarsi della personalità non è bene e l'uomo non deve farlo, ma non c'è bisogno, per questo, di essere personali.

Quanto più l'uomo si avvicinerà alla verità percepita, tanto più grande diverrà la sua personalità; ma quanto più sarà lontano dalla verità, tanto più sarà personale.

Per conseguire questa attitudine impersonale, la prima cosa elementare contro cui deve lottare è il senso di autosoddisfacimento. E’ risaputo che la gente, quando è riuscita in qualche piccola cosa, reca sul volto una espressione soddisfatta come se avesse compiuto qualcosa di grande; gradatamente quella soddisfazione fisica si estende allo spirito e allora quelle persone ristagnano. Se si vuoI continuare ad avvicinarsi alla verità, non ci si deve fermare ad adorare i piccoli tabernacoli e le  piccole soddisfazioni; se ci si ferma, si perderà il proprio tempo e la stessa verità.

Se l'uomo non serba costantemente il contatto con la voce, se continua a dibattersi tra le dissonanze che la soperchiano, non potrà mai sollevarsi dall'angusto mondo della mediocrità. Se vuoI essere diverso dai soddisfatti della mediocrità, deve da se stesso trovare se stesso; e per far ciò non ha bisogno di null'altro che tenere viva in sé la intuizione.

Nell'uccello che vola per l'azzurro del cielo con l'ali splendenti di luce, nell'albero solitario, nei prati silenti, nel ruscello che scorre serpeggiando e nel fiore, dimora l'intuizione; essi confermano la verità della vita e sono vere espressioni della spiritualità.

Ouando l'uomo riconoscerà la voce nelle piccole cose della vita d'ogni giorno e sarà capace di perdersi nella loro sonorità, allora egli vibrerà in accordo con la verità. Conosciuto questo accordo, egli potrà fornire la tonalità ad altri.

La persona che non ha realizzato ciò, eppure cerca di convincere altri, è un ipocrita; ma la persona che ha realizzato ciò, sia pure in minimo grado, parlerà con sicurezza, con conoscenza, con autorità.

Parlerà con autorità perchè saprà cosa vuol dire sentire in senso universale, con tutti quelli che soffrono, con tutti quelli che sono felici; creerà e farà che altri creino.

Ecco cosa vuoi dire sentire con personalità senza essere personali.

È necessario che l'uomo abbia le sue esperienze e questa è la ragione per cui la semplice innocenza non è spirituale.

L'uomo che conosce i grandi dolori, i grandi impulsi d'amore e di collera può divenire veramente spirituale perchè continuamente cerca, continuamente chiede.

L'innocenza del bambino che non sa cosa sia soffrire, che cosa vuol dire essere nel turbine dei sentimenti, che cosa significhi angoscia, serve a poco; il bambino non può far altro che balbettare.

È ottimale esser simile all'uomo che ha sofferto, che sa, che ha costruito. Così deve essere un uomo.

Il fremito della vita che deve provare deve essere il proprio, non quello di un altro.

Gioie, dolori, angosce e piaceri devono essere le proprie esperienze; questo è il materiale con cui si deve edificare la casa per il proprio spirito .

L'individuo che non ha gustato la felicità, che non ha sofferto, che non ha avuto molte esperienze, non può essere compagno né di grandi uomini né di grandi peccatori.

Tale individuo non è capace di aiutare, né può mai dare e godere la felicità che è duratura. Tale individuo non può mai conoscere la differenza tra ciò che è bello e ciò che è rozzo e volgare, onde il suo giudizio non ha valore perchè non di vero giudizio si tratterebbe ma solo di pregiudizio. Poiché egli non è né un creatore né un distruttore; è soltanto trasportato dalla corrente dei capricci e delle fantasie del mondo della mediocrità.

La sua casa è costruita sulla sabbia.

La casa dell'uomo, invece, dev essere come l'albero che resiste a numerose tempeste e conosce la propria forza e la gioia del riparo che offre; così si vede l'albero rimanere saldo e offrire rifugio a molte creature, perchè è ben radicato, profondamente cresciuto nel terreno.

Così dev'essere l'uomo.

Conviene che lo spirito, il corpo, tutto ciò che vi è nell'uomo, sia suscettibile alla tentazione di buona qualità; per questo è molto importante, più della bellezza e del benessere, avere cultura morale e mentale.

L'uomo potrà abbigliare il corpo splendidamente quanto vuole, ma fino a tanto che la mente e i sentimenti saranno incolti egli non potrà mai sentire quella voce.

Questa è la ragione per cui è necessario che l'uomo sia colto. Non credo che la gente si renda sufficientemente conto che con la cultura della mente e dei sentimenti anche il corpo si affina; mentre senza cultura e senza affinamento il corpo resta rude, brutto, goffo.

I   cattivi pensieri e i cattivi sentimenti, anche se non manifestati apertamente, tradiscono comunque la loro presenza nell'aspetto di chi li coltiva, nelle sue parole, nella sua attitudine, nel suo modo di considerare la vita.

L'uomo dev'essere serio. Faccia attenzione a non adeguarsi però alla maggior parte degli omuncoli che, quando diventano seri, perdono il senso della giocondità.

La serietà senza gioia è quasi sempre artificiale, quindi da evitare. Se si coltiva la serietà con la gioia che sgorga si è fatta propria intuizione, perchè la si è racchiusa nel proprio cuore come parte di sé, allora quella serietà si illumina di letizia e mai si trasformerà in morbosità ed in goffe espressioni.

Quando si sente l'intuizione la si deve sentire per la gioia e non per la serietà.

E si può sentirla soltanto quando si è lieti con semplicità; non attraverso la religiosità grave o un concetto malinconico di spiritualità.

Quando la gioia e la letizia vivificano realmente, allora, la voce dimora realmente nel tempio del proprio cuore.

Come gli uccelli cantano spontaneamente, a piacer loro, dalla pienezza del loro cuore, così viene l'intuizione a colmare spontaneamente il tempio dell'uomo; ma egli deve fornire il materiale, le circostanze e il marmo per scolpire l'immagine. E quel marmo è appunto la letizia, giocondità seria.

L'uomo sia dunque serio, non col viso triste, non grottescamente; abbia la serietà di chi ha l'impulso di scherzare, di essere nobile, di essere felice.

E ponga una simile immagine nel proprio cuore,il  tempio del proprio spirito.


Quando l'uomo avrà coltivato le qualità di sentimento, libertà, personalità, esperienza, cultura e serietà lieta, troverà che altre qualità - egualmente importanti per la comprensione della voce - si manifesteranno spontaneamente: la pazienza, che dà un senso di benessere mentale; il ritegno e l'equilibrio, così necessari per la comprensione della verità; l'indipendenza cooperante.

Quando l'uomo sentirà di avere in sé queste qualità, egli si sentirà qualificato a tal punto che seguire i dettami dell'intuizione sarà per lui il maggior interesse della sua vita; poichè tale interesse viene soltanto a colui che è veramente civilizzato.

Per il selvaggio che entra nel primo stadio della vita, che trova tutto nuovo, che sta accumulando esperienza, che impara a soffrire ed incomincia a creare, il solo interesse nella vita è acquisire e gustare tutte le cose materiali. Egli è schiavo dei desideri di cose ed oggetti materiali.

Per l'uomo colto e civile che ha accumulato conoscenza, esperienza, intuizione e facoltà di discernimento, l'interesse principale è sbarazzarsi delle cose che non sono importanti.

La libertà dal desiderio ossessionante di possedere cose ed oggetti materiali, ecco ciò che porta l'uomo a riversare il proprio interesse unicamente nella voce.

E per l'uomo povero-ricco (1) tale interesse sarà nella sua essenza, altrettanto acuto e vitale è l'interesse che anima il selvaggio completamente assorto negli eventi giornalieri fisici della vita.

Ecco perchè l'uomo povero-ricco è un entusiasta della voce. prio spirito.

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(J) - Gli uomini si dividono in tre categorie: poveri-poveri, ricchi-poveri, poveri-ricchi; cioè: poveri di beni materiali e poveri di beni spirituali; e poveri-ricchi.

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