da bioccolo rosa
come sussurro,
vezzo,
riverbero di quest’alba
la tua malinconia.
Perché?
Non lo so.
Non lo saprò mai.
A me
giuste precluse parole.
Eppure
era sì grande,
sì libera la tua dolcezza:
inconscio
passaporto
per sconosciute terre,
valicate frontiere…
ma oggi
nel tuo sguardo
scorgo solo ritorni
sulle orme ch’eran sorrisi
e m’addolora.
Donarti vorrei,
piccola dolce nota
prigioniera di quel rigo
chiamato vita
quel bioccolo rosa.