Indossata a pennello dal giorno,
ebbra d’afa,essenze ed
assetate ombre
s’allunga s’allarga
la gialla mantiglia
e va
oltre
l’aroma fecondo del melone,
l’agonia del pozzo,
la mia arsura,
sino
al dorato favo della memoria:
un fiume, una riva,
fra bianchi ciottoli,
grida e giochi di fanciulli,
osa una bimba
immergere i piedini
dove si fa l’acqua
limpida carezza…
e
la mantiglia si scolora,
si placa l’arsura
e la mia bocca
sa di pane e miele.