Caro Giorgio,
devo confessarti che ho qualche problema a tradurre la frase
latina che hai inserito in apertura
della pagina riguardante il pranzo del 21 aprile: la data si avvicina e
io sono un po’ confuso; arguisco comunque che si tratta di vino e ubriachezza,
e dalle vecchie traduzioni (che mi creavano gli stessi problemi 37 anni
fa) ricordo che i Latini (ed anche i Greci
) amavano indire piacevoli riunioni conviviali per bere e mangiare e da queste
molti uscivano invariabilmente ubriachi, ma le leggi erano molto severe e, a
chi veniva pescato ebbro, veniva mozzata la lingua. Questo provvedimento fu
pero’ revocato allorche’ in Senato le sedute cominciarono a svolgersi in
perfetto silenzio. Molti filosofi greci servirono in osterie per mantenersi
agli studi: Platone fece lo sguattero
al “Pompilius”, uno dei ristoranti piu’
“in” di Roma, dove il carrello del bollito era una biga a due cavalli.
Anche in Grecia le bevute ebbero grande diffusione: i filosofi peripatetici
insegnavano nei tavolini all’aperto dei ristoranti e finivano le lezioni
completamente ubriachi. Pitagora invento’ la sua famosa tavola perche’ era
stanco di essere imbrogliato sul conto e sul “coperto”, e Zenone divenne stoico
perche’ non aveva mai la pazienza di far raffreddare il suo “punch” in coppa.
Come sempre capisco il senso generale della frase(facevo sempre traduzioni molto libere)
ma non riesco a far combaciare il particolare: ricordo anche che Cesare
comincio’ la sua carriera come cameriere e conservo’ per tutta la vita la
brutta abitudine di farsi dare mance dai barbari sconfitti, e che Aristotele
fece l’aiutante di sala per tre anni al “Porcus rotitus” ed ebbe l’intuizione
della sua “Logica” osservando un cliente che cercava di infilzare con una
forchettina una grossa cipolla.
Io mi reputo un buon bevitore, potresti allora farmi
sapere se la frase latina che hai riportato incita o mette in guardia
dall’ebbrezza cosicche’ mi possa regolare??? Potresti mettere la mia lettera
sul tuo sito insieme alla traduzione e tutti saprebbero come comportarsi.
Renato