L'opera prima di poesia del Pievese Marinoni
Mercoledì 24 ottobre 1999 alle ore 21, nella stupenda Sacrestia della Chiesa di S. Maria del Carmine, a Milano è stata presentata l'opera prima di poesia del pievese Giulio Marinoni, intitolata: " Alla superficie". L'organizzatore della serata, il Prof. Maini ha presentato l'Autore e lo ha intervistato cercando di scavare nelle pieghe del suo animo per scoprire le radici del suo scrivere, partendo dalla presentazione del Prof. Edilio Martelli.
Il prof. Arlati ha tenuto una relazione trovando riferimenti nell'opera poetica del Marinoni ed ha indicato nelle opere del Carducci, del Pascoli e dello Zanella comunanza di temi e affinità di sentimenti: il Marinoni è stato definito via via romantico, crepuscolare, decadente.
Al termine della presentazione vi è stata la lettura di alcuni brani dell'opera da parte di due interpreti. Particolarmente indovinata e coinvolgente è stata la lettura dell'attore Carlo Rivolta.
A noi è sembrato francamente che ai relatori sia sfuggita la grandezza e la validità di quest'opera prima. Giulio Marinoni è un vero poeta e va collocato ai livelli più alti della poesia contemporanea per armonia di stile e profondità di contenuti.
Basterebbe questa citazione per smentire le definizioni riportate prima: "Poesia di dolore / sono questi corpi straziati / dalle febbri e dalla gente / questi volti pallidi e ciechi, / queste menti perdute al mondo…"
All'origine della poetica del Marinoni c'è uno sdoppiamento, una larvata schizofrenia che nasce da una nobile scelta di vita che ha portato Marinoni a lavorare per alcuni anni nell'Ecuador.
Nulla di romantico o di crepuscolare, ma un dilaniarsi, un dilatarsi dell'animo, una sofferenza interiore di chi ama due terre e non sa a quale rinunciare, espressa con parole ora lievi ora decise, parole magiche che trasmettono immediatamente al lettore emozione e verità.
Bisogna aggiungere inoltre che il libro è illustrato dall'autore con disegni che, nella loro semplicità, costituiscono un commento visivo di notevole efficacia.
Ci piace chiudere questa breve relazione con questi versi del Marinoni: "E' difficile / non drogarsi della vita".
Giorgio Lanzani