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Despite your work assemble a rare series of musical experimentations, you continuous to affirm that the upsetting music is the symphony of the nature. A thrust to the avant-garde?

"The avant-garde have created a revolution made of symphonies of the w.ca and the umbrellas. This whole trumpeted novelty is not at all without art, but of certain without humanity. For this reason I provocatively turn me to the country world. For me there is no music without memory, without wonder." What do you ask to your interpreters?

"That  uneerstanda modus vivendi, a state of mind of rebellion and internal liberty. I am not one of that composers that it delivers scores full of orders. And in fact Charles Rebeschini, that for a long time is the  "official" conductor of my jobs thanks to his extraordinary talent, has defined me the clarity in the total absence of indications. What it is for you the  "Tender valley" that has given the title to one of Your more known works? A place of the heart or simply "the life?" " It’s the country infancy, but - after all - the life in his yearning simplicity, express in the "you know", the refrain typical of the left Piave that drags yourself of ugly in the things without the complications of the reason." Around ten years ago You have released a 'interview from the provocative cursive " The rock is not diabolic." Is this also worth for the sacred-pop one that crowds the churchs of the New Millennium? "Of diabolic the sacred-pop one doesn't have anything. Unfortunately, even of lasting. In virtue of a simplification that makes it catchy and potentially always equal to itself, in fact, is not destined to write memorable pages in the history of the music".

 

                   

 

Nonostante la sua opera assembli una serie rara di sperimentazioni musicali, lei continua ad affermare che la musica più sconvolgente è la sinfonia della natura. Una stoccata alle avanguardie?

“Le avanguardie hanno creato una rivoluzione fatta di sinfonie dei water e degli ombrelli. Tutta questa strombazzata novità non è affatto senz’arte, ma di certo senza umanità. Per questo io mi rivolgo provocatoriamente al mondo contadino. Per me non c’è musica senza memoria, senza meraviglia.”

Cosa chiede ai suoi interpreti?

“Che recepiscano un modus vivendi, uno stato d’animo di ribellione e di libertà interiore. Io non sono uno di quei compositori che consegna partiture zeppe di ordini. E infatti Carlo Rebeschini, che da tempo è il direttore “ufficiale” dei miei lavori grazie al suo straordinario talento, mi ha definito la chiarezza nella totale assenza di indicazioni.

Che cos’è per lei la “tenerissima valle” che ha dato il titolo ad una delle Sue opere più conosciute? Un luogo del cuore o semplicemente “la vita”?

“E’ l’infanzia contadina, ma - in fondo- la vita nella sua struggente semplicità, espressa nel “se sa”, l’intercalare tipico della sinistra Piave che ti trascina di brutto nelle cose senza le complicazioni della ragione”.

Circa dieci anni fa Lei ha rilasciato un ‘intervista dal provocatorio corsivo “il rock non è diabolico”. Questo vale anche per il sacro-pop che affolla le chiese del Nuovo millennio?

“Di diabolico il sacro—pop non ha nulla. Purtroppo, neppure di duraturo. In virtù di una semplificazione che lo rende orecchiabile e tendenzialmente sempre uguale a sè, infatti, non è destinato a scrivere pagine memorabili nella storia della musica.”

Su Mansueto Viezzer sta sorgendo una letteratura quasi parallela al nutrito catalogo delle opere. Tra i testimoni diretti, tre importanti musicisti veneti, legati al compositore da ragioni affettive ed artistiche. Marco Peretti, compositore e saggista, docente al Benedetto Marcello di Venezia, ha addirittura coniato una categoria dell’essere, la “mansuetudine”.

 

 

 


A pesar de su obra ensamblas una serie rara de experimentaciones musicales, ella sigue a afirmando que la música más sobrecogedora es la sinfonía de la naturaleza. ¿Un separada a las vanguardias?

"Las vanguardias han creado una revolución hecha de sinfonías de los váter y los paraguas. Todo este strombazzaca novedad no está para nada sin arte, pero de cierto sin humanidad. Por este yo me dirijo provocativamente al mundo campesino. Por mí no hay música sin memoria, sin maravilla." ¿Qué les pregunta a sus intérpretes?

"Qué acojan un modus vivendi, un estado de ánimo de rebelión y libertad interior. Yo no soy uno de aquellos compositores que entrega partituras repletas de órdenes. ¿Y en efecto Carlo Rebeschini, que es desde hace tiempo el director "oficial" de mis trabajos gracias a su extraordinario talento, me ha definido la claridad en la total ausencia de indicaciones qué es por ella el "tierno valle" que ha dado el título a una de Sus obras más conocidas? ¿Un lugar del corazón o sencillamente "la vida?" "Y la infancia campesina, pero - en el fondo - la vida en su vehemente sencillez, expresa en el "si" sabe, el estribillo típico del izquierda Piave que te arrastras de feo en las cosas sin las complicaciones de la razón." Unos diez años lo hace ha concedido un 'entrevista de la provocadora cursiva "el rock no es diabólico." ¿Vale éste también por el sagrado-pop que agolpa las iglesias del Nuevo milenio? "De diabólico el sagrado-pop no tiene nada. Desaforadamente, tampoco de duradero. En virtud de una simplificación que lo hace pegadiza y tendencialmente siempre igual a si, en efecto, no es destinado a escribir páginas memorables en la historia de la música".