IL SIGNOR MAMBO

 

Oggi il termometro segna 30 gradi. Ivano, dal chiosco gelati, sta distribuendo tanti gelatini ai bambini dell’asilo accompagnati dalle suore. Ivano fa Io sconto alla suora che paga il conto, così Suor Cristina esorta i suoi pargoli “bambini, ringraziate il gelataio” e i bambini non la smettono più di urlare “grazie, signor gelataio”. Arriva un vecchietto che compra un gelato anche per il suo cane, che sembra molto contento di leccare qualcosa di fresco.

Poi una brusca frenata e dall’auto di grossa cilindrata scende il signor Mambo, come al solito addobbato d’oro: sembra il Santo delle grazie ricevute. Si avvicina al banco gelato senza rispondere al saluto di Ivano, guarda le vaschette e con aria sospettosa ordina una serie di coppette. Ivano prepara accuratamente i vari gusti che il signor Mambo ordina: banana, fragola, cioccolato, “mi dispiace, la banana non c’è” risponde Ivano, “non c’è la banana?” con aria indignata, il signor Mambo digita un numero sul suo cellulare. La decisione si fa aspettare: la signora, presa alla sprovvista, non sa con cosa sostituire il suo amato gusto alla banana.

Passa il tempo e i gelati si stanno squagliando. Ivano si trattiene dal far commenti e si rivolge al prossimo cliente, lasciando il signor Mambo solo come un cane a risolvere i suoi drammatici problemi famigliari. Tanto ne avrà per un po’, conoscendo la sua signora, nota m paese come la bella bionda, abituata ad andare al bar o al panificio incipriata e vestita come se dovesse andare a teatro. E’ stata vista spesso a bordo della sua decappottabile rossa fare giri viziosi nel centro paese con il cellulare in mano. La si è vista passare più volte con il semaforo rosso, la si vede che parla, che ride al cellulare) mentre guida,tanto che una volta ha fatto una brusca sterzata per non investire una vecchietta che appena uscita dalla chiesa, stava attraversando le strisce pedonali; per fortuna l’an.4ana signora, grazie alla palestra del centro anziani, è stata pronta di riflessi, si è salvata raggiungendo velocemente il marciapiede e macchiando la sua anima perché le è scappata una parolaccia.

I signori Mambo hanno accessoriato di cellulare anche la figlia di dodici anni, non si sa mai; una telefonata dal Burundi, un compito in classe che non riesce a fare, o se sopra la bistecca vuole un granello di pepe in più....

Ivano, finito con gli altri clienti, passa al signor Mambo che, spazientito per aver aspettato “Beh! Eravamo rimasti alla banana, me la sostituisci con il “fior di latte” Ivano guarda il gelato del signor Mambo quasi sciolto, ma aggiunge il gusto richiesto, fa il pacchetto, gli da il resto dell’assegno ricevuto, ringrazia e saluta. Il signor Mambo parte sgommando e lascia sull’asfalto il suo ultimo segno, la puzza delle gomme.